Quante volte ho sentito persone dire di non avere tempo per allenarsi? Almeno tante quante le volte in cui ho sentito persone rispondermi in maniera simile quando si trattava di apportare un qualunque cambiamento alla propria vita, soprattutto in una condizione: scelta difficile con risultato incerto.

Ebbene, il cambiamento è difficile. Siamo naturalmente attratti dal rimanere nella nostra comfort zone, anche quando questa è disfunzionale e dolorosa, ma pur sempre qualcosa a cui siamo già abituati e che conosciamo.

Maslow diceva, traducendo e parafrasando, che in ogni momento della vita abbiamo sempre di fronte la scelta: fare un passo avanti e crescere, oppure farne uno indietro nella nostra zona franca.

Io sono convinto che le attività sportive, e nel mio caso le arti marziali, possano essere un ottimo modello di vita per imparare ad affrontare la situazioni quotidiane, anche le più difficili.

Come dicevo all’inizio, tante persone se ci fai attenzione, tutto attorno a te, si lamentano del loro corpo, della stanchezza, o della condizione fisica. Fare sport sarebbe sicuramente qualcosa di molto utile se non, addirittura, risolutivo alcune volte. Eppure non fanno quel passo. Perchè? Purtroppo perché sebbene la scienza dello sport e la medicina siano abbastanza chiare sui benefici, questo costa fatica e rimane comunque il dubbio di farcela.

C’è la paura di non riuscire, di perdere altro di “più importante” dedicando quel tempo a un’attività per se stessi. C’è il timore del giudizio, perché se mi alleno ma non cambia nulla, “chissà cosa diranno di me”?. Il cambiamento spaventa.

La verità è che quelle sono spesso scuse che ci inventiamo per non dover fare gli sforzi necessari a cambiare la situazione. In realtà potrebbe essere solo questo a fermarci. La consapevolezza di dover fare uno sforzo per cambiare le cose.

E questo vale per tutte le situazioni difficili della nostra vita. Ogni volta che abbiamo una situazione difficile è come se avessimo davanti una gara impegnativa o un allenamento pesante da affrontare.

Ma di fronte a un cambiamento importante, soprattutto se riguarda una situazione disfunzionale come quelle di cui parlavo prima, l’immobilismo rischia di essere la scelta più tossica, per un semplice motivo: non fare nulla, il più delle volte, non migliorerà le cose e ci lascerà consumare col tempo (e del tempo prezioso) nella sofferenza del presente.

E allora cosa ci può insegnare lo sport? Moltissimo.

Innanzi tutto ci insegna che per ottenere la migliore versione di noi stessi, serve la disciplina, che va ben oltre la sola motivazione. Ci insegna a misurarci prima con noi stessi che con gli altri, perché lo sport (e gli sportivi lo sanno) non è equo e non tutti sono allo stesso livello genetico, quindi gli obiettivi e le ambizioni sono strettamente personali.

Lo sport ci insegna che alcune volte serve fatica, sudore e, perché no, dolore, ma dopo arriva l’appagamento che null’altro ti può dare. Se non sollevo quel bilanciere, di certo i miei muscoli non diventeranno più forti.

Lo sport ci insegna che una volta fatto quel primo passo, soffriremo, arrancheremo, ma quando andremo a supercompensare, saremo più forti di prima e potremo farne altri dieci, cento o mille di passi. E non ci fermeremo più, fino a raggiungere i nostri obiettivi: ciò che vogliamo essere per noi stessi, e non per gli altri.

Ma soprattutto, lo sport ci insegna che non esiste il fallimento, ma solo passi in un cammino tortuoso chiamato apprendimento. Passi che ci danno la consapevolezza di potercela fare, regalandoci quell’impagabile sensazione di ogni obiettivo raggiunto, che sia una gara o un allenamento fatto bene, che è per noi soltanto.

Quindi, ogni volta che ci troviamo davanti a una situazione difficile, se abbiamo abbracciato il mondo dello sport, possiamo guardare alla difficoltà come al nostro prossimo allenamento, sfidante e sempre più difficile. Possiamo proiettarci avanti, guardando a come saremo dopo che l’avremo superato. Quanto saremo cresciuti e quanto più forti saremo diventati.

E allora, se non hai ancora iniziato ad allenarti, alzati da quel divano e fai il primo passo. Se sei già amante dello sport, quando avrai davanti una decisione difficile, chiediti come la affronteresti se fosse qualcosa legato alla tua prossima performance.

Sul ring c’è una versione obsoleta di te. Entra e combatti.

Citando una persona a cui voglio molto bene: “Fai quel passo“.